Convenzionalmente

Domenica sono stata alla convenzione nazionale del Partito Democratico ed è stata un’esperienza molto interessante.

La sveglia alle 5 del mattino per prendere il treno delle 6.08 è stato uno sbattimento assurdo, ma poi, una volta sul treno, quando ho incontrato i compagni di viaggio e si è iniziato a parlare di politica e del congresso è stato molto bello, interessante e ritengo anche formativo.

Nella sala dell’hotel Ergife abbiamo raggiunto gli altri orlandiani della federazione milanese e assistito alla presentazione delle mozioni.

Che dire, noi siamo di parte, ma Orlando è il candidato che porta il tema serio della ricostruzione e della ricomposizione delle fratture con la società e con il partito. Renzi rimane il candidato di rottura, fortemente riformista che nel suo slancio nell’andare avanti sembra non contemplare il soffermarsi e aggiustare il tiro e gli errori vengono liquidati con un’alzata di spalle, un si può fare di più. 

Trovo riduttivo però l’atteggiamento di molti che sostengono Renzi che vogliono ricondurre tutto alle due categorie del “guardarsi l’ombelico” o del “discutere dei massimi sistemi” quando si tratta di analizzare con un po’ di spirito critico e onestà intellettuale la tenuta e gli effetti di alcune politiche per evitare di dover scontare in campagna elettorale scelte che vengono definite demagogiche o di facciata perché inefficaci.

Di positivo c’è che Renzi parrebbe aver accolto la proposta della conferenza programmatica e forse è segno che le esigenze sollevate da Orlando sono reali. Certo che, comunque vada il congresso, c’è bisogno le varie anime del partito imparino a dialogare, dentro e fuori il partito, perché la responsabilità è enorme, e nei nostri dibattiti interni dobbiamo tenerlo presente. Anche quando la tendenza del #ciaone è forte.

Congresso al Ghilardotti

Oggi al Ghilardotti si è tenuta la convenzione di circolo, la prima fase del congresso rivolta agli iscritti del partito democratico.

I risultati sono stati:
Elettori 89
Votanti 63
Voti    %
Orlando  21   33,34
Emiliano  3      4,66
Renzi      39     61,90

Abbiamo tre delegati alla commissione provinciale: Giuseppina Rosco e Filippo Arata per la mozione Renzi ed io per la mozione di Andrea Orlando
Ora bisogna lavorare perché la partecipazione alle primarie sia la più larga possibile. “Democratico” infatti non è solo l’aggettivo del nostro partito, ma deve essere anche un metodo, ciò che ci caratterizza e distingue dagli altri partiti.

E noi al Ghilardotti siamo una bella squadra.