Seguendo l’iter del DDL Testamento biologico

Non capisco l’entusiasmo per il passaggio alla camera della legge sul testamento biologico.
Ragazzi, il referendum non è mica passato! C’è poco da brindare…
Viste le istanze di correzione provenienti da laici e cattolici (e speriamo, considerato il rischio che il diritto all’autodeterminazione resti lettera morta come nella L. 194), c’è da pensare che dopo il Senato, un altro giro alla Camera non glielo leverà a nessuno a questo povero DDL (sempre salvo elezioni anticipate e insabbiamenti vari).
Che poi, io i dubbi della Binetti li capisco, ma quanto meno il discorso sugli ospedali cattolici può valere per quelli non convenzionati con il SSN (cioè se scegli di andare in una struttura confessionale e non convenzionata allora sai che i medici che lavorano lì hanno una certa convinzione e magari è uno dei motivi per cui tu hai scelto proprio quella struttura), non per tutti, perché se ti convenzioni, ti strutturi (o ti attrezzi, ad esempio ricorrendo a medici esterni) per essere adeguato ai requisiti del SSN, non che usi la scusa dell’obiezione di coscienza per negare diritti che invece la legge riconosce a tutti.
Che qui, il rischio è che finisca come per l’ora di religione che, volenti o nolenti, ce la dobbiamo sorbire, o per l’aborto, o per il turismo procreativo e tutte quegli aspetti in cui i nodi del rapporto tra stato laico e cultura cattolica vengono al pettine.
Però devo riguardarmi una vecchia sentenza della Corte costituzionale sugli insegnanti nelle scuole confessionali che, secondo me, potrebbe offrire degli spunti di riflessione interessanti perché, da quanto mi ricordo, bilanciava la libertà di insegnamento con la scelta di lavorare in una scuola confessionale. Naturalmente varrebbe per il rapporto medico-ospedale, ma magari qualche spunto di riflessione salta fuori. Vi aggiornerò prossimamente.
#buonadomenica

Che succede?

Come iscritti, siamo tutti preoccupati di fronte le notizie che giungono dalla stampa sulle esternazioni di leader, dirigenti, aspiranti leader, iscritti storici che hanno gli onori della cronaca e godono nel gettare scompiglio tra i militanti, benché fino a qualche mese fa dicessero che la base era la cosa che avevano più a cuore.

E quindi che succede?

Io immagino che nella mente di alcuni si manifesti questo discorso di Petyr Baelish, personaggio meraviglioso (e senza scrupoli) del Trono di Spade.

What do we have left once we abandon the lie?
Chaos.
A gaping pit waiting to swallow us all.
Chaos isn’t a pit.
Chaos is a ladder.
Many who try to climb it fail and never get to try again.
The fall breaks them. And some are given a chance to climb, but they refuse. They cling to the realm or the gods or love.
Illusions.
Only the ladder is real.
The climb is all there is.

E niente.

Speriamo bene.